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Scritto da Dynamicsoft S.r.l. , 28 novembre 2017

Le applicazioni dell’IoT nel panorama italiano

Scopri i diversi gradi di maturità e quali sono le più diffuse in Italia

Alcune società di ricerca sostengono che si arriverà a oltre 25 miliardi di apparati IoT entro il 2020. Molti operatori del settore delle arti grafiche ritengono che il numero sarà ampiamente superato e già questo rappresenta una straordinaria opportunità di business per tutti gli stampatori.

Come si diffondono apparati e sensori ancora di più crescono la mole di dati che dovranno essere gestiti e il numero di applicazioni che dovranno essere sviluppate. È prevedibile un’importante opportunità di business in termini di diffusione di piattaforme di sviluppo e così pure in termini di connettività. Per non parlare della crescita dei system integrator e delle società di consulenza. L’IoT apre importantissime prospettive in termini di rivisitazione dei sistemi informativi aziendali.

In Italia iniziano a scorgersi i primi risultati concreti, dopo anni e anni di studio e titubanza: circa 340 applicazioni sono state avviate da imprese private e/o di pubblica amministrazione.

Dal frigorifero di casa, all’orologio, al semaforo (come hanno fatto in Svizzera) possono essere considerati esempi di IoT, l’importante è che siano connessi alla rete e che abbiano la possibilità di trasmettere e ricevere dati. In questo modo questi oggetti diventano intelligenti e possono attivarsi e disattivarsi da soli secondo le necessità. Ma come possono suddividersi gli ambiti applicativi?

Gli ambiti applicativi si possono suddividere in 3 gradi di maturità:  
- Applicazioni consolidate
- Applicazioni sperimentali
- Applicazioni embrionali

Nello specifico del panorama italiano, le applicazioni consolidate coincidono con le più semplici, sono di maggiore diffusione e di immediata realizzazione. Tuttavia, queste applicazioni così semplici limitano fortemente le potenzialità di apertura e raggiungibilità tipiche dell’Internet delle cose.

Le applicazioni attualmente in fase sperimentale sono quelle che si avvicinano al paradigma dell’Internet of Things, però la loro diffusione procede lentamente nel nostro paese. È necessario lavorare e ragionare sul valore che producono a lungo termine per far sì che ne sia possibile l’implementazione.

Le soluzioni che rispecchiano il concetto di Internet of Things, ad esempio tecnologie RFID per il supply chain, in Italia stentano a decollare. Questo a causa di una scarsa collaborazione tra gli attori dell’azienda. Tali soluzioni possono essere ricondotte alle applicazioni embrionali che sono progetti per il futuro, almeno per quanto riguarda l’Italia.

L’IoT porta “intelligenza” nei sistemi di elaborazione dell’informazione, infatti è possibile comandare le cose a distanza (controllo remoto). Esse sono capaci di trasmettere dati dai quali si possono estrarre informazioni utili sul funzionamento e sull’interazione tra gli oggetti e da chi vengono utilizzati. Ecco, da qui nascono le critiche relative alla privacy, alla sicurezza e alla trasparenza del trattamento dei dati personali.

Implementare una tecnologia IoT spesso spaventa, ma ti sei mai chiesto cosa ottieni nel tuo centro stampa?
- Controllo e monitoraggio delle attività in tempo reale
- Manutenzione preventiva per limitare l’inattività delle macchine
- Ottimizzazione del tempo di utilizzo delle macchine  
- Aumento dei profitti
- Potenziamento del rapporto con i clienti 

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